SARAH E I TG

Non c’è dubbio che la vicenda di Sarah Scazzi abbia una notevole componente noir e misterica che affascina profondamente gli italiani. Giornali, dirette tv, commenti da bar, di tutto di più su una storia molto difficile da rileggere. Il rispetto verso la famiglia Scazzi è massimo e totale ma questo resta pur sempre un evento di cronaca nera. E’ eccessivamente luminoso il riflettore mediatico che si è acceso sull’assassinio di Avetrana e dovremmo capire se effettivamente quest’attenzione pubblica sia o meno rispettosa della dignità della famiglia della vittima e della memoria della vittima stessa. Ogni giorno i telegiornali sembrano bollettini di guerra: iniziano con l’annuncio di un omicidio e terminano con un altro annuncio dello stesso genere, educandoci inevitabilmente ad una sorta di routine dell’orrore a cui ormai siamo perfettamente abituati. Uno dei requisiti del diritto di cronaca richiede che la notizia da diffondere sia di interesse pubblico, in questo caso dov’è l’interesse pubblico? E’ giusto che la cronaca nera continui ad esistere nel mondo del giornalismo, per carità, ma aprire ogni giorno il giornale con notizie che non sono di interesse pubblico e che servono solo agli editori per aumentare le vendite, devia l’attenzione dei cittadini da altri problemi e da altre notizie che sono, effettivamente, di interesse pubblico. Il fatto che questa vicenda sia, come ho scritto all’inizio, una vicenda entusiasmante, ricca di colpi di scena, perfetta per un film (e sicuramente penseranno ad una fiction per le casalinghe di voghera) sembra quasi autorizzare tutti i media a puntare le telecamere verso casa Scazzi e i turisti a fare “pellegrinaggi” (addirittura) ad Avetrana per commemorare e ricordare Sarah. Ma quante Sarah Scazzi ci sono, in Italia e nel mondo, che ogni giorno finiscono nell’oblio, che non ricevono neanche un trafiletto su un giornale o una messa celebrata in diretta tv. Sono i media che decidono quale vittima sia degna di essere ricordata e celebrata e quale no, in base a quanto è avvincente la sua storia, in base a quanto “vende” quella notizia, i media decidono, inoltre, quale ragazza uccisa sia degna di diventare oggetto di pellegrinaggi da parte delle persone televisionizzate e quale funerale sia meritevole di essere trasmesso in diretta tv. Il rispetto per la dignità delle vittime non sta nel silenzio assoluto ma neppure nell’accanimento mediatico che quest’oggi, per l’ennesima volta, dopo Erba e Cogne, si sta verificando. E’ necessario trovare un giusto punto di equilibrio, per non perdere la bussola dell’informazione.

SARAH E I TGultima modifica: 2010-10-23T19:34:00+02:00da revpoet
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