UNA RIVOLUZIONE GIA’ FATTA

Violentare la Costituzione non è mai stato così facile. A qualcuno risulta difficile governare con questa architettura istituzionale e approvare le leggi seguendo il procedimento ordinario previsto dalla nostra Legge Fondamentale. Quel qualcuno vorrebbe una maggiore attenzione al mercato e all’impresa nel testo costituzionale, eppure la stessa Costituzione ha permesso, sempre a quel qualcuno, di arrivare dov’è e di ottenere ciò che voleva e che nega di avere: il potere. Il paragone con Mussolini, fatto da lui stesso, suona quanto mai esagerato ma come diceva Guzzanti, non è che un dittatore deve avere per forza la divisa per poter essere credibile. Zagrebelsky una volta disse: “Quando si vuole modificare la Costituzione significa che la Nazione è in crisi”, siamo in crisi? Ormai si accettano scommesse. La nostra Costituzione, che viene direttamente dal secondo dopo-guerra, è figlia di una rivoluzione, di un cambiamento, per certi versi voluto e non voluto, visto che il referendum del ’46 fu vinto dai Repubblicani con soli 2.000.000 di voti di scarto, ma che in qualche modo il popolo italiano è stato comunque in grado di attuare, con spirito di sacrificio e forza di volontà. Insomma, quella doveva essere la prima e ultima volta, la nostra rivoluzione, sentita da tutti gli italiani come una conquista. E invece no, oggi sembra tutto da rifare. Quella che viene definita dai giuristi di tutto il mondo come la Costituzione più bella del pianeta, per completezza e forma, viene infangata e offesa proprio da colui che ci ha giurato sopra. Qualcuno se n’è accorto? Cosa fare, o meglio, cosa rifare? Una nuova rivoluzione? Dovremmo davvero rifare la stessa rivoluzione? E’ una rivluzione già fatta, sarebbe solo la brutta copia dell’originale, rifare, riprogettare il tutto non avrebbe senso. La Democrazia forse non sarà perfetta, avrà i suoi punti deboli, i suoi difetti, ma per ora questo è quanto abbiamo. Ma ci sarà un motivo per cui, tutte le più grandi rivoluzioni, le più grandi ribellioni, le più grandi conquiste dell’umanità, sono sempre state fatte per ottenere libertà e democrazia? Andiamo rincorrendo la democrazia da più di 2500 anni e ancora non l’abbiamo raggiunta, stiamo lì, la perdiamo, ci semina, ci accorgiamo di aver sbagliato ma ormai è troppo tardi e ripartiamo, sempre in ritardo rispetto a lei, e per acciuffarla più in fretta abbiamo rubato, ucciso, ghigliottinato, siamo morti noi stessi per qualcosa che avevamo già ma che non siamo stati in grado di apprezzare e di comprendere. E oggi, di nuovo, la democrazia ci sta seminando, perdiamo il punto di contatto con i diritti e i principi fondamentali che costituiscono una democrazia, come il diritto all’informazione, il principio di legalità e l’indipendenza della magistratura e noi non ce ne stiamo accorgendo, stiamo “lasciando fare”, “lasciando andare”, salvo poi magari un giorno accorgercene quando sarà nuovamente troppo tardi, e allora tenteremo di rivoltare ancora il tutto con un’altra rivoluzione, come in una sorta di “mestruazione” storica, che ritorna periodicamente a sporcare le mutande di uno Stato di diritto. Questa “mestruazione” però è diversa, ci coglie moribondi, in stato vegetativo, perchè chi ci ha resi così (e questa volta non è uno solo) ha colpito e sta continuando a colpire nei punti nevralgici, quelli dove fa più male: la cultura e l’informazione. Qualche speranza? C’è ancora, hanno colpito molto ma non hanno colpito tutto, ciò che di buono è rimasto (alcuni politici, i nostri uomini di cultura, alcuni giornalisti) deve essere sostenuto con coraggio. Altrimenti ditemelo subito, così corro a sistemare le baionette.

UNA RIVOLUZIONE GIA’ FATTAultima modifica: 2010-06-19T01:12:00+02:00da revpoet
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