L’IMMAGINE DI UN’ITALIA

Davanti alla Scala di Milano il 25 Aprile secondo alcuni non è successo niente, tutto in silenzio, tutto tace, come al solito. Le immagini mostrate da Michele Santoro ad Annozero giovedì scorso durante la puntata “Arrivano i nostri?” sono state agghiaccianti e la cosa che ferisce ancor di più è il fatto che non sono state trasmesse in quel modo da nessun telegiornale. Il Tg1 in primis ma anche tutti gli altri Tg ci mostrano ogni giorno un’Italia diversa, dove tutto va bene, dove le più grandi preoccupazioni degli italiani sono dove andare in vacanza, dove andare a fare footing e come cucinare il crème caramel. Annozero e Report invece fanno paura, danno fastidio (e l’inchiesta di Trani lo dimostra) perchè ci mostrano con le immagini e con i fatti l’altra Italia, quella vera, quella underground che deve fare i conti con i tagli agli enti lirici, con i cassintegrati all’Asinara e con i problemi legati alle abitazioni di Palermo, dove la gente pur di avere una casa tenta di darsi fuoco su un terrazzo cospargendosi di benzina. L’Italia è questa, non è tutto questo spettacolo purtroppo ma è questa, prendere o lasciare. Ecco, tornando alle immagini davanti alla Scala di Milano ho provato un certo disgusto guardando quei musicisti, quei coristi, quei dipendenti del Teatro che mostravano il tesserino, quei cittadini insomma, che protestavano, o almeno cercavano di farlo, con striscioni e megafoni, senza armi, come si è sempre fatto e si continua a fare in ogni parte del mondo civilizzato. Vedere quei caschi blu manganellare, spingere chi voleva protestare e farsi sentire, strappare via dalle mani uno striscione di protesta critico ma non offensivo solo perchè bisogna dare agli italiani che in piazza della Scala non c’erano, un’immagine di un Italia che ama il suo Presidente, che accetta tutto quello che il governo propone e che il Capo dello Stato firma (proprio come ha fatto oggi con il decreto legge sugli enti lirici), un’immagine di un’Italia con la testa piegata insomma, che applaude e che non urla, che acclama e che non critica, un’Italia docile e mansueta che sa stare al suo posto e chi al proprio posto non ci vuole stare viene oscurato, coperto, censurato. Lo striscione sottratto e il megafono strappato a Piero Ricca sono i sintomi di un regime che vuole imporsi, che cerca di tappare le valvole di sfogo e troppo spesso ci riesce. Nel nostro Stato “di Diritto” vige un principio fondamentale che non tutti conoscono e che in pochi ricordano e cioè il “Principio di Tolleranza” che sancisce una regola basilare per uno Stato democratico, ovvero che il dissenso non va represso ma garantito. Il diritto di dissentire, di avere un’opinione diversa, di criticare, deve essere tutelato, questa è la democrazia. Solo durante il fascismo i cittadini dovevano sempre essere d’accordo a prescindere, dovevano sempre acclamare e gioire ad ogni parola pronunciata dal balcone di Palazzo Venezia e questa francamente è un’analogia poco rassicurante. Sembrano cose scontate, cose sentite e risentite migliaia e migliaia di volte, regole elementari che tutti spontaneamente dovrebbero osservare ma evidentemente non è così. Questi liberali del cavolo.

“Non sono d’accordo con quello che dici ma darei la vita perché tu lo possa dire” (Voltaire)

L’IMMAGINE DI UN’ITALIAultima modifica: 2010-05-01T14:12:00+02:00da revpoet
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