I PERICOLI DEL REVISIONISMO

Manipolare la Storia può essere pericoloso. Manometterla, giostrarla, modificarla o peggio negarla, può renderci diversi. “Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato” diceva Orwell e oggi più che mai alcune evidenti tracce di questo comportamento che guarda alla Storia come uno strumento per manipolare il presente per preparare un inquieto futuro, lasciano il loro segno. Il 23 Aprile Edmondo Cirielli, attuale Presidente della Provincia di Salerno, ex deputato di An e del Pdl, non ha minimamente fatto menzione alla lotta partigiana e alla Resistenza nel manifesto che celebra i 65 anni dalla Liberazione dal Fascismo attribuendo solo agli americani il merito dell’impresa. Piccola dimenticanza? No no, assolutamente, ignoranza pura. Negare l’importanza che ha avuto l’esercito americano nella Liberazione sarebbe da stupidi, ma negare l’importanza della Resistenza nella stessa causa sarebbe da idioti. A questo punto sorge un dubbio: ma su che libri di Storia hanno studiato queste persone? Sempre ammesso e non concesso che i libri li abbiano mai aperti ma non è il nostro caso visto che Edmondo Cirielli (quello della famosa legge ad personam, di cui si è persino vergognato, la “Ex Cirielli” del 2005 che ha abbassato i termini della prescrizione del reato di Corruzione (anche giudiziaria) da 15 a 10 anni e che ha di fatto salvato Berlusconi dal processo Mills) è un plurilaureato che in passato ha avuto incarichi importanti in Parlamento, in Commissione Giustizia e in Commissione Difesa. Sempre Orwell diceva che “L’ignoranza è forza” e a questo punto la paura è proprio questa, e cioè che la scarsa conoscenza storica ci possa condurre un giorno a ricommettere gli stessi errori del passato, chiudendo in un cassetto quell’onestà intellettuale che appartiene a chi riesce a vedere e a valutare i fatti storici senza farsi condizionare dalle ideologie che, come ho già scritto, sono finite. Luciano Canfora, uno dei più grandi storici del mondo, in una intervista del 2008 sul Corriere della Sera disse: «Questo tipo di rivalutazione strisciante è nell’aria e bisogna stare attenti ai manuali per le scuole, dove prima o poi qualcuno comincerà a infilare questi concetti. Noi abbiamo una Costituzione scritta che discende direttamente dalla Resistenza e dalla lotta di Liberazione, attenti a non mettere in pericolo l’architrave della nostra Repubblica». Tuttavia Cirielli ha cercato di motivare la sua discutibile scelta: “La Resistenza era un movimento composito che intruppava anche persone che non combattevano per la libertà e per la democrazia, ma per instaurare una dittatura comunista in italia”.[…]Se ci avesse liberato l’Armata Rossa, anziché gli americani, per 50 anni non saremmo stati un Paese libero”. L’ex An aggiunge inoltre: “La festa del 25 aprile celebra la riconquista della libertà del popolo italiano e la difesa dei valori fondanti per la dignità dell’uomo e per la convivenza civile e democratica della nostra comunità nazionale. Il riconoscimento dell’impegno, del ruolo svolto dagli italiani che hanno sacrificato la loro vita a fianco degli alleati per la conquista della libertà è ugualmente presente in maniera centrale come fondativo della nostra nuova Italia”. Riassumere tutto questo nella parola “Resistenza” forse sarebbe stato più comodo ma nelle Brigate della Resistenza, tra gli “intruppati” come tutti sappiamo (e come ha ribadito Cirielli con quell’espressione “movimento composito”) erano presenti oltre ai comunisti anche i cattolici, i socialisti, i liberali, i monarchici, gli anarchici e gli azionisti, un gruppo variegato che ha commesso anche tanti errori, certo, questo è innegabile (lo racconta molto bene Giampaolo Pansa nel suo libro “Il sangue dei vinti”), del resto si era in guerra, ma non ricordare i 44.700 partigiani morti per liberare l’Italia non è un modo degno di onorare la Festa della Liberazione, la Storia e la Costituzione. Gente come Togliatti, Parri, Nenni e Pertini non avrebbe gradito, e nemmeno Mike Bongiorno che era un Partigiano ma Cirielli forse non se lo ricorda.

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione” (Piero Calamandrei)

 

I PERICOLI DEL REVISIONISMOultima modifica: 2010-04-24T19:55:00+02:00da revpoet
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