I PROCESSI CHE CONTANO

Il calcio italiano forse ieri si è sentito di nuovo in ansia, le intercettazioni interiste spuntate fuori poche settimane fa stanno facendo ripiombare i tifosi e il mondo del pallone nella paura: “Calciopoli bis” forse è alle porte ma staremo a vedere. E’ impressionante vedere a tal proposito il mastodontico dispiegamento di media per seguire l’evento: giornali, televisioni, web, tutta l’Italia (e non solo) pronta a seguire col fiato sospeso le arringhe della difesa e dell’accusa a Napoli. Il Corriere della Sera pochi minuti dopo la fine dell’evento aveva già pubblicato online un articolo dettagliatissimo, con tutti i particolari del processo, foto e ben 2 video che riproducevano l’avv. Trofino mentre difendeva in sede processuale Luciano Moggi. “Repubblica” invece è andata ben oltre: diretta video online su RepubblicaTv, cronaca minuto per minuto scritta e riportata su Repubblica.it da Dario Dal Porto dalle 10.15 alle 14.41 (più di 4 ore di cronaca in diretta reale) e anche qui i particolari si sprecano. Insomma, questo processo è davvero un evento. E’ curioso però notare che per un altro tipo di processi, sicuramente più importanti, non c’è mai questa disponibilità mediatica, mi riferisco ovviamente a quelli che riguardano i nostri politici. Avete mai visto una diretta di un qualsiasi processo riguardante un politico negli ultimi 10 anni? Avete mai letto un quotidiano che vi raccontava per filo e per segno i minimi particolari di un processo qualsiasi di questo tipo? Avete mai trovato la diretta “tutto il processo minuto per minuto” del Processo Mills per esempio? No, non l’avete mai trovata (del Processo Mills ne ha parlato solo “Annozero”), così come nessuno vi ha mai spiegato per filo e per segno l’ingente mole di processi che vedono i nostri politici come imputati. I programmi d’ informazione preferiscono il calcio, ma perchè? Bè, se l’Inter va in B e il Monza in A saranno tristi gli interisti, saranno contenti i monzesi ma di sicuro la crisi economica non si risolve, il servizio sanitario non migliora e gli ammortizzatori sociali restano invariati. In poche parole, quindi fa comodo. Per mantenere la poltrona è necessario deviare l’attenzione, fare in modo che si parli d’altro. “Porta a Porta” e “Matrix” hanno dedicato decine e decine di puntate sui vari episodi di cronaca nera: gli italiani grazie a Vespa e a Vinci sanno tutto del delitto di Cogne, del delitto di Garlasco (a “Porta a Porta” ben quattro puntate solo dall’inizio del 2009 sino ad oggi e “Matrix” titolava addirittura “Parla Stasi” la puntata del 6 Aprile scorso), della strage di Erba, dell’omicidio di Perugia e dei relativi processi. Questi processi però, così come quello di Calciopoli e come quelli di “Forum”su Rete 4 non ci cambieranno mai la vita, al massimo servono alla maggioranza di turno a rendere più percepibili i problemi della sicurezza e dell’immigrazione, a far cambiare squadra ad un buon numero di tifosi o ad intrattenere le casalinghe mentre cucinano e questo anche grazie al famoso binomio “RAI-PARTITI”. Il processo Mills, il processo Sme, il processo Enimont, il processo Unipol, il processo Andreotti e tanti altri processi (di cui Vespa non ama molto parlare) che molti non conoscono, restano lì, a marcire, a farsi largo fra gli “ossi di seppia” per cercare di venire a galla, fra le sentenze dei giudici e i silenzi dell’informazione. Coloro che ci governano ci rappresentano.

“Le bugie più crudeli sono spesso dette in silenzio” (Robert L. Stevenson)

 

I PROCESSI CHE CONTANOultima modifica: 2010-04-14T02:02:00+02:00da revpoet
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