LA FINE DELLE IDEOLOGIE

Sono passati 21 anni dalla caduta del muro di Berlino e ben 64 anni dalla fine del Fascismo. Il mondo è cambiato, i partiti e le costituzioni hanno ridato una base democratica all’occidente e specialmente in Italia oggi sembra quanto mai anacronistico parlare ancora di destra e sinistra. Perchè? La risposta non è semplice, innanzitutto bisogna partire da una piccola constatazione su noi stessi, sul popolo italiano e su quelle che sono state nel corso degli ultimi decenni, le nostre propensioni politiche. Winston Churchill, dopo la liberazione dell’Italia da parte degli americani pronunciò una celebre frase: “Bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti, il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultano dai censimenti”. Ecco, ho scelto questa frase perchè mi sembra emblematica per descrivere il comportamento che noi italiani abbiamo avuto nel corso degli anni. Sia ben chiaro, l’alternanza fa bene alla democrazia, è giusto che le coalizioni al potere si diano il ricambio ma noi siamo un popolo portato geneticamente al fanatismo: se c’è un demone dobbiamo rivalutarlo, se c’è un brav’uomo dobbiamo mitizzarlo, se c’è un santo dobbiamo demonizzarlo o divinizzarlo a seconda delle fazioni. La realtà però è che gli italiani non hanno mai avuto una vera fazione di appartenenza fissa e costante (i coerenti fino in fondo sono davvero pochi), si sono sempre mossi dalla parte del più forte e mai dalla parte del più opportuno, del più giusto, del più equilibrato, del più corretto, proprio come diceva Churchill. L’appoggio quasi quindecennale a Berlusconi ne è la prova. Berlusconi non ha mai ben governato nei suoi mandati (alcuni terminati dopo pochi mesi e alcuni portati avanti sino alla fine), le sue Leggi “Ad personam” sono sotto gli occhi di tutti (l’ultima proprio ieri) e i suoi rapporti poco puliti con certi personaggi legati alla malavita anche. Tuttavia, nonostante tutto questo, grazie anche ad un’opposizione non pervenuta e al suo potere mediatico è riuscito ad ottenere quasi sempre il consenso degli italiani per governare. Prima di lui c’è stato Craxi e prima ancora l’esperienza infinita con la DC, cosa significa allora? Che gli italiani si sono trasformati? Erano tutti di centro, poi di sinistra e poi di destra? No, la verità è un altra. La verità è che le ideologie in realtà non sono mai esistite o che, per lo meno oggi, sono finite. Ha ancora senso oggi parlare di destra e sinistra? La destra storica, quella nata prima del fascismo, si fondava su principi come il libero mercato, lo Stato garantista e non-interventista, la laicità dello Stato, la critica più aspra verso i monopoli e gli oligopoli; inoltre gli uomini di destra (i liberali) sono stati tra i grandi padri costituenti che onoravano fino in fondo la Costituzione, insomma sembra quasi l’opposto della “destra” attuale, quella berlusconiana, quella per cui parlare di LAICITA’ DELLO STATO è come parlare di shampi con Claudio Bisio (parlatene con Lupi o con Formigoni per esempio), al libero mercato e al dissenso verso i monopoli e gli oligopoli rispondono con un solo Monopolista che ha praticamente tutto e per quanto riguarda la Costituzione forse è meglio finirla qui. Insomma chi dice di essere di destra forse non sa cosa sia la destra. Tuttavia la stessa cosa si può dire a sinistra: la sinistra era quella vicina agli operai, che si batteva per la giustizia sociale e per la tutela dei lavoratori, oggi invece sembra essere la brutta, anzi bruttissima, copia del berlusconismo e la Lega è molto più vicina agli operai di quanto Bersani possa credere e i dati elettorali lo confermano. Che cosa siamo allora? Dove collocarci? Nella destra storica, nella destra attuale? Nella sinistra storica, nella sinistra attuale? Nell’UDC? Ogni giorno vediamo sindaci di sinistra sceriffi, ragazzi di Casa Pound che vanno a consegnare per strada pane e latte come facevano i ragazzi dei centri sociali di sinistra degli anni ’70-’80, Fini che dice cose di sinistra e D’Alema che forse non ne ha mai detta una in vita sua, vediamo un’estremista come Vendola che si dimostra molto più moderato di tanti moderati, che non sbandiera la sua omosessualità a differenza di tanti altri e poi vediamo moderati e perbenisti apparenti coinvolti in scandali colossali con prostitute e transessuali. A volte ci si chiede davvero: in che razza di Paese siamo? Quale direzione scegliere? Ho 19 anni e solo oggi mi rendo conto di essere parte di una generazione in cui ci hanno consegnato verità surgelate da dover riscaldare e consumare così com’erano, ci hanno raccontato una destra e una sinistra che in realtà sono false, sporche e vuote. Ci siamo bevuti tutto per anni come dei creduloni, quando poi è bastato aprire un qualsiasi manuale di Storia per capire che era tutto falsato. Siamo una generazione di confusi, di visionari che cercano qualcosa in cui credere ma che non sanno bene in cosa credere. Allora io mi chiedo: che cosa sono? Sono uno di destra? Uno di sinistra? Mi rispondo così: ma ha davvero importanza saperlo? Conta qualcosa al giorno d’oggi? A quale destra e a quale sinistra appartengo? Forse alla destra di Einaudi e alla sinistra di Berlinguer, forse appartengo alla Costituzione, appartengo ai fatti e alle persone che vedo. Spero solo che chi sta dentro i partiti possa lottare sempre fino in fondo per ripulirli e per ridare alla politica nuova luce e nuova giustizia, votate sempre per le persone oneste che onorano la Costituzione e che parlano di fatti, che propongono idee, programmi, che stanno per strada e non nei salotti, a prescindere dal colore che indossano perchè se dici di essere di sinistra non farti scappare il prossimo De Gasperi e se dici di essere di destra non farti scappare il prossimo Berlinguer solo per una fottuta ideologia.

LA FINE DELLE IDEOLOGIEultima modifica: 2010-04-09T19:45:00+02:00da revpoet
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