IL DIAVOLO E L’ACQUA SANTA

E’ di martedì 26 Gennaio (ho dimenticato di commentarla in tempo) la notizia che il Vescovo di Grosseto, Giacomo Babini, ha affermato che “la pratica conclamata della omosessualità é un peccato gravissimo, costituisce uno scandalo e bisogna negare la comunione a tutti coloro che la professino, senza alcuna remora, proprio in quanto pastori di anime. Io non darei mai la comunione ad uno come Vendola“ aggiungendo anche che sogna di “veder nascere in Italia una nuova generazione di politici cattolici”. Queste dichiarazioni ovviamente, per completezza, non costituiscono la linea ufficiale del Vaticano ma sono comunque parole di un vescono e fanno sempre presa sui cattolici (spero non su tutti). L’incipit ormai da anni è sempre quello: siamo o no uno Stato laico? Certe dichiarazioni all’estero avrebbero già sollevato un polverone, qui in Italia invece, a parte me e qualche altro segugio di notizie, nessuno ne sa niente. Il cattolicesimo non riconosce l’omosessualità, ok, questo lo sanno tutti, ma Vendola non è certo uno di quelli che va sbandierando i propri orientamenti sessuali ai talk-show o ai Gay Pride, ha sempre parlato d’altro, questo è oggettivamente indiscutibile. Tuttavia c’è quella solita pretesa, quella vecchia, antica, becera usanza di unire due mondi, quello religioso e quello politico in un unico corpo, in un’unica struttura. Perchè i più eminenti esponenti della Chiesa non riescono a capire che la sfera cristiana e quella politica devono essere sistemate come i binari del treno: vicine ma separate, parallele, in modo tale che non si incontrino mai. Vendola è un cattolico, perchè non dovrebbe ricevere la comunione? Però a Dell’Utri (condannato a 9 anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa) magari la comunione gliela fanno fare, mica è omosessuale. Ovviamente non sono io il giudice spirituale che giudica chi merita e chi non merita la comunione ma mi sembra assurdo che un cattolico debba essere discriminato per il proprio orientamento sessuale. Infine l’auspicio di Babini di vedere una nuova generazione di politici cattolici sembra davvero il top: è un auspicio legittimo ma che collide comunque con il nostro pseudo-principio di laicità dell’ordinamento. La Democrazia Cristiana (partito politico più cattolico non c’è) ha presentato nella sua storia, tra le proprie fila, personaggi più o meno discutibili, grandi statisti (De Gasperi, Moro) e grandi corruttori (Andreotti su tutti) con il risultato, quasi sempre ottenuto, di riuscire a vincere le elezioni anche grazie alla base religiosa su cui si fondava il partito stesso. Sembra quindi lecito leggere fra le righe della dichiarazione di Babini una sorta di chiusura nei confronti di quei politici che cattolici non sono, ma che comunque sono cittadini e meritano il rispetto della Chiesa e di tutti i cattolici. Ma lo Stato perchè non può porsi in maniera univoca nei confronti della religione cristiana? Perchè Vendola è un cittadino come tutti gli altri nonostante sia omosessuale? Perchè la Chiesa non può permettersi di entrare in maniera prepotente nel nostro ordinamento giuridico e politico? Costituzione italiana, articoli 3, 7 e 19, le risposte sono lì.

IL DIAVOLO E L’ACQUA SANTAultima modifica: 2010-02-01T19:31:00+01:00da revpoet
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