IN DIFESA DI GIORGIO

Premessa: stimo moltissimo Marco Travaglio, lo reputo il miglior giornalista che abbiamo oggi in Italia, tuttavia vorrei replicare a numerosi suoi interventi in cui lui ha espressamente criticato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, reo, a suo dire, di aver firmato il lodo Alfano.

Personalmente trovo il lodo Alfano una porcata bella e buona, così come l’ha ritenuta tale la Corte Costituzionale ma Beppe Grillo (che appellava il Presidente “Giorgio che dorme”) e Marco Travaglio sono stati coloro che più di tutti hanno affermato che il lodo Alfano si poteva benissimo bloccare prima, senza bisogno di farlo arrivare alla Corte Costituzionale, sarebbe bastato un po’ di inchiostro simpatico nella penna di Giorgio, data anche la “palese” incostituzionalità del lodo. Non si può dire certo che abbiano tutti i torti ma bisognerebbe comunque analizzare la situazione un po’ più a fondo. Che cosa sarebbe successo se il Presidente Napolitano si fosse rifiutato di firmare il lodo Alfano? Ovviamente il disegno di legge sarebbe tornato in Parlamento per essere riapprovato o modificato e altrettanto ovviamente sarebbe stato riapprovato senza essere modificato. E giunti a questo punto cosa sarebbe successo? L’art. 74.2 della nostra Costituzione sancisce che “Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata”. Basterebbe il semplice enunciato dell’articolo 74.2 per terminare qui la questione ma andiamo oltre, poniamo il caso che il Presidente Napolitano si fosse rifiutato di firmare il lodo Alfano anche per la seconda volta, come sarebbe andata a finire? Quando un Presidente della Repubblica si rifiuta di firmare una legge per la seconda volta, dopo la seconda approvazione parlamentare, “deve” dimettersi per rispetto della Costituzione, non c’è scritto da nessuna parte ma è la prassi giuridica che prevede questa condotta. La figura istituzionale del Presidente della Repubblica è definita come “fusibile del sistema”, lui non può andare contro la Costituzione e se lo fa, deve dimettersi. Dopo le dimissioni di una tale istituzione bisogna necessariamente andare ad eleggere un nuovo Presidente della Repubblica ed è qui il nocciolo della questione. Se una cosa simile fosse successa sotto la Presidenza di Ciampi chi sarebbe stato eletto al suo posto? Io provo ad indovinare ma credo che ci avrei azzeccato: Berlusconi. E provate voi oggi ad immaginare, se Napolitano si dimettesse chi sarebbe eletto come suo successore? Provo ancora ad indovinare ma credo anche in questo caso di azzeccarci: Gianni Letta. Capite adesso? E’ chiaro che Napolitano prima di firmare il lodo Alfano ci ha pensato su due volte: se Gianni Letta diventasse Presidente della Repubblica praticamente Berlusconi avrebbe la strada spianata, non sarebbe ostacolato nemmeno da quel “briciolo” di opposizione che ha ancora di fronte, ovvero il Presidente Napolitano (il Pd e l’opposizione non hanno ancora avuto il piacere di incontrarsi), avrebbe anche l’”arbitro” dalla sua parte, e  Calciopoli insegna che quando hai l’arbitro dalla tua parte vinci sempre, e giocare 12 contro 11 non vale…Penso che Napolitano invece stia dimostrando di essere una persona molto equilibrata e lucida che valuta saggiamente tutte le possibili conseguenze che possono scaturire dalle sue scelte. In conclusione vorrei rinnovare la mia stima nei confronti di Marco Travaglio e del Presidente Napolitano, Forza Giorgio!

IN DIFESA DI GIORGIOultima modifica: 2009-12-31T09:58:00+01:00da revpoet
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