SE SALTELLI…

Sono juventino, lo ammetto,  e di solito non me ne vergogno affatto, anzi… Ultimamente però, sinceramente le cose stanno cambiando. Certo non stiamo andando molto bene, la squadra sembra non aver trovato la giusta quadratura sul campo, eppure i giocatori ci sono, i grandi nomi pure, i presupposti per fare bene ci sono tutti, forse Ferrara… Vabbè lasciamo perdere, i commenti sugli allenatori meglio lasciarli nei bar. Ci sono però vicende che vorrei commentare personalmente e riguardano principalmente il caso Balotelli. Non sono uno di quelli a cui Balotelli sta molto simpatico, è un grande talento è vero, ha un fisico possente (e pensare che è nato il giorno prima di me, nello stesso anno tra l’altro…), abbiamo lo stesso nome e questo un po’ lo addolcisce ai miei occhi, tuttavia certi atteggiamenti se li potrebbe risparmiare ma del resto riesco a sopportarli proprio perché non sono un razzista. Hannah Arendt a chi le domandava perché non avesse subito ammesso di essere ebrea rispose: “E che bisogno c’era, sarebbe stato come dire “Sono un essere umano””. Ecco, mi appello ad Hannah Arendt per dare la mia opinione su Mario. Il razzismo sta proprio nel ritenere che fra razze ci siano differenze non solo nell’aspetto, ma anche nel carattere e nella pluralità di pregi e difetti che un essere umano può avere. Ogni uomo può essere simpatico, permaloso, serio, triste, serial killer, infame, felice, gli esseri umani proprio perché sono tutti uguali possono avere caratteristiche comuni . E così proprio come può essere felice un bianco, può esserlo anche un nero, come può essere permaloso e irrispettoso un bianco (Cassano in passato) può esserlo anche un nero, così come potrebbe uccidere un bianco, potrebbe uccidere anche un nero. Il coro “Se saltelli muore Balotelli” non è razzista, è vero, è solo una delle tante bassezze da stadio che si fanno in maniera un po’ goliardica da 50 anni a questa parte, fa parte di una deviata cultura “Ultras” che io francamente non ho mai compreso, dato che proprio perché  “Ultras”, non ha cultura e quindi si pensa che solo perché in curva tutti augurano ad un giocatore una morte precoce, automaticamente si è autorizzati a ribadire il concetto. Lo stesso discorso vale per i “trapassi” augurati a Lucarelli e a Nedved e per i tumori augurati a Baggio, una consuetudine sbagliata rimane sbagliata, la sua costante ripetizione non la legittima. Tuttavia il mio sdegno ha raggiunto l’apice quando ho trovato su internet migliaia di siti e gruppi razzisti come “Balotelli non è italiano”, “Non esiste un negro italiano”, “Balotelli mangiabanane”, “Balotelli scimmione”. Ad Eto’o furono buttate delle noccioline addosso per ironizzare stupidamente sulla sua natura “scimmiesca” e lui rispose con un goal e facendo il verso della scimmia ai tifosi che lo criticavano. Balotelli è una vittima sacrificale perché italiano a tutti gli effetti, nato e cresciuto in Italia, con un nome che forse più italiano non si può. E’ questo che inceppa il meccanismo, è questo che i razzisti non sopportano, Balotelli non è come il Weah o il Thuram di turno, non è di passaggio, non gioca per la Libia o per la Francia, Balotelli resta. Balotelli indossa con orgoglio e fedeltà la maglia azzurra, Balotelli è l’Italia del domani e se solo lui lo volesse e usasse un po’ di più la testa prima di agire, potrebbe diventare un’icona, un simbolo del progresso e dell’integrazione culturale italiana. L’Italia che pian piano diventa multietnica, che si colora, che parla tante lingue e crede in un solo dio chiamato in tanti modi diversi. Ed è qui che il cerchio si chiude, è qui che Hannah Arendt ritorna come l’aquila al nido: Balotelli proprio perché è un essere umano come tutti, come tanti calciatori non pensa ai grandi dibattiti culturali che sono incentrati su di lui, se ne frega, pensa ai soldi, alle macchine e alle ragazze, com’è anche giusto che un ragazzo della nostra età (e calciatore) faccia, (oddio, non è che lo condivida molto…), esattamente come avrebbe fatto la stragrande maggioranza dei suoi coetanei italiani nei suoi panni, Balotelli è un italiano che più italiano non si può, anche nei comportamenti, nel carattere e nelle aspirazioni. Molti italiani questo non lo capiscono ma farebbero bene a rassegnarsi, l’Italia non sono più loro.

SE SALTELLI…ultima modifica: 2009-12-05T16:07:00+01:00da revpoet
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