L’OVVIO RITORNO

Ci risiamo. Pensavamo tutti di essercene liberati definitivamente e che tutto il male commesso sarebbe stato solo un brutto ricordo, un qualcosa di reale ma di passeggero. Purtroppo però anche i più grandi sognatori sono costretti a volte, un po’ per natura un po’ per buona abitudine, ad aprire gli occhi e a confrontarsi con il triste mondo reale. Persino loro, i sognatori, avranno perfettamente capito che il nostro Silvio in realtà non se n’era mai andato, che il governo Monti è sempre stato tenuto sotto scacco dall’ex premier, che il potere logora chi non ce l’ha, soprattutto se è un potere sostanziale e non formale come quello che contrapponeva Berlusconi a Monti. Peccato però, peccato per Monti, peccato per l’Italia e peccato anche per l’Italiani. Peccato per Monti perchè sarebbe stato bello vederlo capo di un governo libero da vincoli berlusconiani, eletto magari dai cittadini in un Parlamento che lo sostiene non perchè il Paese è in emergenza ma perchè Mario è una persona brava e competente. Peccato per l’Italia perchè, neanche il tempo di annunciare la candidatura di Mr. B e già i mercati internazionali ritornano a ridere di noi, con lo spread in rapida salita e i potenti della terra pronti a farsi beffe dello Stivale, rimembrando i vari cucù, le mignotte, le nipoti di Mubarak e le barzellette sulla Bindi. Peccato infine per gli Italiani che forse, dopo aver scelto male per quasi un ventennio, per la prima volta nella storia non meritano tutto questo. Violentati, bastonati e costretti a fare sacrifici per tirare avanti la carretta, vittime delle scellerate politiche italiane degli ultimi 15 anni. Noi italiani siamo però ora chiamati a fare una scelta, finalmente oserei dire. Le primarie del Partito Democratico, al di là delle fazioni interne e della vittoria di Bersani, sono state una grande iniezione di democrazia, in un Paese che da troppo tempo ha relegato il popolo sovrano al ruolo di mero ratificatore di scelte già definite e prese nella stanza dei bottoni. In questi mesi di governo Monti si è parlato di “sospensione della democrazia” ma non era forse necessaria dopo una sospensione di venti anni della politica? A Febbraio il popolo tornerà a scegliere, a decidere. Certo, la legge elettorale è sempre la stessa ma forse si potranno comunque fare scelte dignitose nonostante la mancata modifica normativa, dipende dall’Italia, dipende dagli italiani. La paura che serpeggia è chiaramente una sola: il ritorno di Berlusconi a Palazzo Chigi. E’ altamente improbabile, senza ombra di dubbio, ma i miei connazionali mi hanno abituato a tutto, quindi sono pronto a non escludere nulla. Berlusconi è stato ed è tutt’ora il più grande cancro dell’Italia, che come accade spesso purtroppo in ogni brutta malattia, è difficile da debellare e si presta facilmente a rapide ricadute. Era stato tutto troppo facile nel Novembre dello scorso anno, all’arrivo di Monti. I canti di festa, i titoli del Fatto Quotidiano con THE END in prima pagina, le urla liberatorie di mezza Italia, etc… Troppo troppo facile. Come solo i vecchi volponi sanno fare, Mr. B poteva scegliere di tornare quando voleva e lo ha fatto ora che conosce i suoi avversari: Monti (che sarà il pretesto contro cui attaccarsi in campagna elettorale per le manovre “lacrime e sangue”), Bersani (il vecchio comunista, erede della sempreverde classe dirigente del PCI) e Grillo (il volgare populista ex comico). In quest’anno di Governo Monti, venuto dopo il Non-governo Berlusconi, non male ha fatto anche Grillo il quale nonostante tutti i suoi difetti e le sue smanie di protagonismo, è riuscito in un’impresa da non banalizzare: riavvicinare tanti italiani alla politica e alle urne. Ma questa è l’Italia. Mentre all’estero Democrazia, primarie e meritocrazia sono concetti assodati e quasi dati per scontato, nel nostro Paese per fare un passo in avanti bisogna sempre farne dieci indietro e ricominciare a masticare e a pronunciare queste parole, a reintrodurre questi concetti nella nostra vita quotidiana, a dire che per noi non sono così scontati, che se si fanno le primarie in Italia queste per noi sono un evento, perchè abbiamo un gap democratico rispetto agli altri e non è una questione di chi c’è lassù ma di chi c’è quaggiù e noi siamo quaggiù. Quindi possiamo decidere noi.

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L’OVVIO RITORNOultima modifica: 2012-12-10T17:44:00+00:00da revpoet
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