L’ITALIA E GLI ALTRI PAESI DEL TERZO MONDO

Oggi ci sembra quasi normale ascoltare il nostro Presidente del Consiglio prendersela con i magistrati che complottano contro di lui, che indossano vistose toghe rosse e non vedono l’ora di farlo fuori. Fa parte ormai della nostra routine quotidiana tutta italiana, certo a chiunque abbia un po’ di buon senso i continui attacchi alla magistratura risultano gratuiti e chiaramente infondati ma se Mr. B è ancora lì significa che quando racconta le sue bugie molti italiani ancora gli credono. Basterebbe chiedersi perchè sforna leggi incostituzionali una dietro l’altra per non presentarsi neanche in tribunale (Legge Schifani, Legge Pecorella, Legge Alfano, Legittimo Impedimento) se non ha davvero niente da nascondere. Il caso Ruby ha dato la possibilità ancora una volta a Mr. B di deliziarci con le sue “tiritere” contro i giudici parlando di “gravissima intromissione nella vita privata”, “inaccettabile schedatura degli ospiti nella casa di Arcore”, “accuse totalmente infondate e risibili”. Tuttavia è bene sempre tenere viva e fresca la memoria e allora facciamo un piccolo passo indietro e vediamo cosa è successo nel periodo di Mani Pulite e di come l’attenzione dell’opinione pubblica e la percezione della realtà rispetto ai processi e ai magistrati fosse completamente diversa. Sono ormai celebri i cori del 1994 “Milano ladrona, Di Pietro non perdona!”, oppure “Colombo, Di Pietro: non tornate indietro!”, la gente si lanciava per strada per manifestare contro quello che stava succedendo nel mondo della politica nazionale e milanese. La peculiarità di quel periodo è che i manifestanti non erano appartenenti ad un unico pensiero politico, per la prima volta forse l’Italia si sentì politicamente unita nella lotta a favore della legalità. Ma come fu possibile tutto questo? E’ molto semplice: grazie ai mass-media. Giornali e televisioni seguivano passo per passo i processi fin dentro le aule dei tribunali facendo ascoltare in diretta le parole degli imputati ai cittadini che sono stati liberi di formarsi una propria opinione, evidentemente univoca, visti poi i comportamenti dell’opinione pubblica. E nessuno all’epoca parlava di attentati contro la privacy, complotti contro la classe dirigente, di toghe rosse, nere o azzurre, nessuno, perchè Mani Pulite era un affare di tutti, un processo di rilievo pubblico e anche oggi ci sono molti casi di tale importanza, è cambiata però proprio l’attenzione dei media. Nel 1994 tra le guardie e i ladri si scelse di stare dalla parte delle guardie. Certo, i magistrati sbagliano, non sono infallibili e ha ragione Mr. B quando dice che i giudici non pagano mai quando commettono degli errori e che questo è un grosso privilegio di cui godono in qualità di casta, ma tutto ciò non giustifica le offese ad uno dei tre poteri fondanti di uno Stato di diritto: la divisione dei poteri si insegna alle elementari. In una democrazia l’opinione pubblica ha una funzione essenziale, è l’ago della bilancia, il termometro del crollo o del trionfo, purtroppo però essa è facilmente manovrabile attraverso i mass-media che non a caso vengono definiti in un celebre film di Orson Welles il “Quarto Potere” che proprio come gli altri tre poteri dovrebbe essere indipendente e autonomo, ma solo in Italia e negli altri paesi del terzo mondo questo non avviene, per un motivo facile facile che comincia per “conflitto” e finisce con “d’interessi”. Oggi nessuno ci fa vedere i processi di rilievo pubblico o ascoltare le dichiarazioni degli imputati e i giornali raramente seguono passo per passo le udienze dei politici, ci dicono solo “condannato Dell’Utri a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa” ma nessuno ci spiega cosa comporta quella condanna per la storia politica italiana. Ci dicono il risultato ma non ci dicono come ci si arriva, così, per farci credere che abbiamo ancora una stampa libera. Allora la gente comincia a non farsi più domande, a chiudersi in casa, e invece di curarsi di dove vanno a finire le proprie tasse pagate, se in opere pubbliche o in tangenti, si cura solo del proprio orticello, recintato il più delle volte con un doppio filo spinato, e di conseguenza Mr. B può raccontare quello che vuole perchè tanto nessuno mai lo smentisce, può far credere che la Legge Alfano serva perchè lui deve essere lasciato libero di lavorare in pace, oppure che i magistrati ogni notte si riuniscano nelle segrete di un castello stregato per tramare altri assurdi reati contro di lui. Ma almeno questo, credo che non succeda negli altri Paesi del terzo mondo.

 

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L’ITALIA E GLI ALTRI PAESI DEL TERZO MONDOultima modifica: 2011-01-17T18:10:00+00:00da revpoet
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